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Naval Group e Fincantieri hanno proposto le fregate FREMM al Canada

La francese Naval Group e l’italiana Fincantieri hanno confermato oggi 1 dicembre, dopo le indiscrezioni apparse sulla stampa nelle settimane scorse, di aver proposto al governo del Canada l’acquisito di 15 unità navali basate sul progetto delle fregate FREMM (Fregate Europee Multi Missione).

Il Canada, in particolare, ha di recente dichiarato l’intenzione di acquisire nuove navi militati per la Royal Canadian Navy (RCN) nell’ambito del progetto noto come Canadian Surface Combatant (CSC). I nuovi vascelli, in particolare, dovranno essere il frutto di un progetto esistente e collaudato, prontamente modificabile, così da accelerare i tempi e diminuire i costi.

Fincantieri e Naval Group hanno giudicato la loro soluzione come «pronta all’uso e già well proven».

I due gruppi navali, inoltre, hanno puntualizzato nel comunicato congiunto che ha accompagnato l’annuncio come la proposta abbia alle spalle «il forte sostegno dei governi di Francia e Italia».

Difficile stabilire l’ipotetico valore della commessa canadese, con un costo unitario per singola nave che dovrebbe aggirarsi intorno al mezzo miliardi di euro.

Il programma FREMM

Il programma FREMM è frutto di una cooperazione internazionale tra l’Italia e la Francia nata nei primi anni Duemila per la costruzione di un totale di 19 vascelli, di cui dieci italiani (di cui sei già consegnati [1]), otto francesi e uno destinato al Marocco. Delle otto navi francesi, una è stata poi venduta all’Egitto. L’intero costo del progetto è stato di circa 11 miliardi di euro.

Le FREMM italiane sono note come Classe Bergamini, mentre i vascelli francesi sono conosciuti come Classe Aquitaine. Anche se leggermente diverse, le navi francesi e italiani presentano numerose caratteristiche comuni, quali ad esempio la versatilità d’utilizzo. Le FREMM, infatti possono infatti svolgere diversi computi, come la contraerea aerea, la guerra antisommergibile e la guerra alle forze navali di superficie, oltre all’attacco di Terra e alla funzione di Nave Ammiraglia.

Per quanto riguarda le navi italiane, oltre a Fincantieri ha partecipato al progetto anche Leonardo, che si è occupata dei sistemi elettronici e degli armamenti delle dieci unità. Il prime-contractor francese è in invece Naval Group – fino a giugno nota come DCNS -, joint venture tra lo Stato francese e Thales, che ha fornito l’elettronica ai vascelli transalpini. Proprio Naval Group è l’azienda coinvolta da Parigi nell’affaire dei cantieri St. Nazaire, che nell’estate appena trascorsa ha messo a dura prova le relazioni franco-italiane.

Un banco di prova?

Anche se il cantiere di St. Nazaire non è direttamente coinvolto nel progetto FREMM, l’eventuale commessa canadese potrebbe però funzionare da banco di prova per la collaborazione tra Thales e Leonardo per la fornitura dei sistemi elettronici per le navi della RCN. Da più parti in Italia, infatti, sono state espresse preoccupazioni circa la possibile marginalizzazione industriale di Leonardo, a vantaggio della concorrente Thales, nell’accordo per i cantieri aquitani. I nuovi vascelli canadesi, in sostanza, potrebbero mandare qualche segnale in più per capire se le preoccupazioni su Leonardo siano solo una paranoia nazionale o se in effetti i francesi (grazie al sostegno di diverse persone chiave in Italia) abbiano di fatto tagliato fuori dalla torta l’azienda di Piazza Monte Grappa.

In ogni caso, se il governo di Ottawa dovesse accettare l’offerta di Naval Group, il grosso della costruzione delle FREEM canadesi avverrebbe comunque presso il cantiere di Irving Shipbuilding di Halifax. In questo, modo, si legge nel comunicato di Fincantieri e Naval Group, sarà massimizzata «partecipazione industriale canadese attraverso uno specifico ed esaustivo trasferimento di tecnologia, e con l’integrazione dei fornitori canadesi nelle supply chain globali delle due società».